Papa Francesco: a Telepace, “essere voce di chi non ha voce”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Telepace è nata piccola e circoscritta a poche province italiane, con un obiettivo ben preciso: essere voce di chi non ha voce. Vi incoraggio a continuare a perseguirlo”. È l’invito del Papa ai collaboratori e agli amici di Telepace, ricevuti oggi in udienza nella Sala Clementina in occasione del 40° anniversario della nascita dell’emittente. “Soprattutto nel tempo attuale, in cui la cultura dello scarto lascia senza voce sempre più persone”, ha sottolineato il Papa, definendo gli strumenti della comunicazione “un dono di Dio”, ma anche “una responsabilità”, da declinarsi soprattutto in termini di “prossimità” e di servizio autentico “a Dio e all’uomo nella Chiesa”, come recita il motto di Telepace. È in quest’ottica, secondo Francesco, “che va letta la scelta, sin dalle origini, di non accettare alcun tipo di pubblicità e di vivere unicamente di offerte libere”, come nelle prime comunità cristiane. “Nel 1990, per desiderio di San Giovanni Paolo II, è stata aperta la sede di Roma”, ha ricordato il Papa: “L’udienza del mercoledì, l’Angelus, il Rosario e le celebrazioni del Papa arrivano integralmente e direttamente in ogni casa. Un grande rapporto di relazione e di affetto con la Sede di Pietro, cui si lega anche il ‘Cenacolo Maria Stella dell’Evangelizzazione'”.

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