Educazione: Rivoltella (Cattolica), “senza competenza sul mondo mediale si è inefficaci”

“L’evoluzione digitale ha fatto venir meno l’asimmetria fra educatori ed educati”. Lo ha detto Pier Cesare Rivoltella, docente alla Cattolica e direttore del Cremit, nel suo intervento sulla cittadinanza digitale alla Pontificia Facoltà Auxilium di Roma. “Costruire una cittadinanza digitale significa sintonizzarsi verso un’educazione mediale digitale, perché un educatore che se la prende con i media o non li conosce è inefficace”. L’educazione mediale digitale è utile in contesti educativi formali e informali. La scuola – agenzia formale – deve “accompagnare gli studenti a pensare al contesto in cui sono inseriti, sostenere relazioni corrette con la tecnologia, aiutarli a discernere le fonti, insegnare a usare dati per tracciare le attività in rete, stimolare cultura e creatività digitale” secondo quando previsto anche dal Framework per l’educazione civica digitale diffuso dal Miur a inizio 2018. Le agenzie educative informali in Italia sono all’avanguardia nell’uso dei nuovi media, ad esempio, in progetti di prevenzione di comportamenti a rischio elaborati con i giovani. Rivoltella ha portato come esempio un’app sulla guida responsabile realizzata insieme ai ragazzi. “Si parla di peer and media education, in cui l’aiuto dei pari permette un passaggio immediato ed efficace del messaggio. Perché le tecnologie – ha sintetizzato Rivoltella – se ben utilizzate, possono divenire fondamentali nell’animazione socio-culturale di territori e di comunità ‘vere’ e non solo virtuali”.

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