Droga: card. Parolin, “la Chiesa accoglie e accompagna quanti sono coinvolti nella spirale delle dipendenze”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Il fenomeno ‘dipendenze’, per decenni segnalato come emergenza, ormai si presenta quale pandemia dai risvolti molteplici e mutanti, contraddistinto da aspetti talvolta drammatici”. Lo ha detto il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, intervenuto alla conferenza internazionale “Droga e Dipendenze: un ostacolo allo sviluppo umano integrale”, promossa dal Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, in corso in Vaticano. Il porporato ha segnalato che “nell’ultimo decennio il concetto di abuso e di dipendenza ha subito una notevole dilatazione”, in quanto “il ventaglio delle dipendenze si è andato notevolmente espandendo, includendo un gruppo multiforme di disturbi in cui l’oggetto della dipendenza non è solo una sostanza, bensì un’attività, spesso incoraggiata e socialmente accettata”. Il riferimento è alle “nuove forme di dipendenza compulsiva dal gioco d’azzardo, internet, shopping, sesso, pornografia, cellulare”, dove “l’oggetto di dipendenza diventa pensiero ossessivo per la persona e influenza il suo comportamento e la sua vita”. Secondo il cardinale, “sono il segnale di un disagio psichico profondo dell’individuo e di un impoverimento sociale di valori e di riferimenti”. Compito della Chiesa è quello di “accogliere e accompagnare per il recupero quanti sono coinvolti nella spirale della droga, come anche delle altre dipendenze”. “Occorre pensare – conclude il card. Parolin -, non solo al lavoro di recupero, ma anche ad un’azione di prevenzione che si traduca in un intervento sulla comunità nel suo insieme, affinché l’azione educativa, culturale e formativa coinvolga il più ampio numero di persone e non soltanto gruppi a rischio”.

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