Decreto sicurezza: Libera, “stop a vendita dei beni immobili confiscati ai privati”

“Con l’esame del Decreto sicurezza oggi alla Camera dei Deputati, il Parlamento si accinge a modificare la legge n. 109/96 e il successivo codice antimafia sulla confisca dei beni ai mafiosi e ai corrotti. Grazie a questa disposizione sarà possibile per la prima volta in Italia la vendita dei beni immobili confiscati ai privati, una modifica sostanziale rispetto ai principi del loro riutilizzo per finalità pubbliche e sociali”. Lo segnala in una nota Libera, che esprime preoccupazione e contrarietà sull’ipotesi della vendita di beni confiscati alle mafie previsto nel decreto sicurezza. “Nel 1995 furono raccolte più di un milione di firme che spinsero la legge 109/96 verso un’approvazione all’unanimità, affermando il principio che il ‘maltolto’ divenisse il motore per il riscatto sia economico che sociale dei territori. Con questa modifica si mette seriamente a rischio questa possibilità. Svendendo i beni confiscati non si fa altro che favorire i clan, che potrebbero riacquistare i beni tramite prestanomi e riciclando i patrimoni e le ricchezze accumulate illecitamente”. Per chiedere al Parlamento e al Governo di fermarsi e rivedere il Decreto sicurezza, aprendosi al confronto e al dibattito Libera, Anpi, Acli, Arci, Avviso Pubblico, Legambiente, Cgil, Cisl, Uil, LINK Coordinamento Universitario, Unione degli Studenti e Rete della Conoscenza hanno promosso oggi pomeriggio in piazza Santi Apostoli, a Roma, un presidio pubblico.

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