Università Cattolica: inaugurazione anno accademico. Anelli (rettore), per impedire che il progetto Ue scivoli verso il declino occorre tornare all’iniziale slancio

(Milano) “Dal complesso dibattito in corso si può distillare un interrogativo ultimo ed essenziale: quanto le strutture dell’Unione siano oggi capaci di rappresentare una comunità di europei; ovvero, più radicalmente, se una comunità politica di europei, che si riconoscano tali, effettivamente esista”. Lo ha affermato Franco Anelli, rettore dell’Università Cattolica, nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno accademico in corso nella sede di Milano. “Un’università, istituzione formativa e culturale, è inevitabilmente investita da siffatte questioni, che non può affrontare – ha affermato – in termini soltanto speculativi, indagandole con gli strumenti delle scienze sociali e umane. Un’azione educativa non è mai assiologicamente neutra e impone precise ed esplicite scelte nell’indirizzare l’attività di formazione dei giovani secondo un quadro di valori di riferimento”. “Le università europee moderne, del resto, si sono sempre viste schierate su questo fronte e hanno pienamente vissuto l’alterno atteggiarsi delle relazioni tra i popoli europei, derivandone corrispondenti variazioni delle finalità e modalità della loro azione”.
Le università “degli stati-nazione, secondo il modello affermatosi nell’800, sono state luoghi di costruzione di un’identità culturale e politica nazionale, di educazione di sudditi e cittadini dei rispettivi stati; benché non immemori dell’originaria ed essenziale tensione alla universalità, che ne ha caratterizzato la nascita nel cuore del medioevo cristiano e che le ha rese nel corso dei secoli, com’è stato scritto, protagoniste dell’elaborazione dell’’idea stessa di una possibile identità europea’ (Umberto Eco), sono state investite di un compito di formazione delle élites nazionali”. Più avanti Anelli, dopo aver richiamato le difficoltà in cui si dibatte oggi il progetto europeo, ha dichiarato: “Impedire che quel grande progetto scivoli verso il declino richiede che si trovi l’energia per dare nuovo alimento all’iniziale slancio significa raccogliere l’esortazione di Edmund Husserl: ‘Il maggior pericolo dell’Europa è la stanchezza. Combattiamo contro questo pericolo estremo, in quanto buoni europei, in quella vigorosa disposizione d’animo che non teme nemmeno una lotta destinata a durare in eterno'”.

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