Custodia del Creato: convegno Chiese cristiane in Italia. Mons. Spreafico (Cei), “la giustizia sociale strettamente legata a quella nel creato”

(dall’inviata a Milano) – “È un problema serio, di cui essere consapevoli. Abbiamo lottato fino ad oggi per la giustizia sociale. Ora ci stiamo rendendo sempre più conto che la giustizia sociale è strettamente legata alla giustizia nel Creato. I 230 milioni di migranti climatici previsti nel 2050 sono frutto di quello che noi abbiamo combinato negli ultimi decenni, una insensata distruzione dei delicati equilibri del clima e degli ecosistemi che ci sta già colpendo”. Con queste parole mons. Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone e presidente della Commissione Cei per l’ecumenismo e il dialogo, ha aperto oggi pomeriggio a Milano il convegno “Il tuo cuore custodisca i miei precetti” che sulla questione ambientale sta riunendo oltre 300 persone rappresentanti di tutte le Chiese cristiane del nostro Paese. Esperti cattolici, ortodossi, protestanti ed ebrei si confronteranno per tre giorni sulle grandi sfide del pianeta e sulle responsabilità dei cristiani, precorrendo un cammino a tappe che dalla custodia del creato arriva alla solidarietà con le creature, per giungere alla “denuncia dei percorsi sbagliati” e alla “proposta di un cammino nuovo”.
“Il tema della salvaguardia del creato è un tema che coinvolge tutte le Chiese”, spiega don Giuliano Savina, neo-direttore dell’Ufficio Cei per l’ecumenismo e il dialogo. “Siamo chiamati oggi a dire cose importanti su questi temi per aiutare questa Europa e questo mondo a ridare dignità alla terra e all’uomo che è stato chiamato ad abitare la terra”. “Contemplare, custodire, denunciare, proporre: questi ‘i verbi’ – dice don Savina – che guideranno le riflessioni di questi giorni”.
In un video-messaggio ai partecipanti, il teologo protestante Jurgen Moltmann ammette: “La teologia moderna è colpevole di avere creato una visione antropocentrica del mondo. Compito della nuova teologia sarà trasformare questo approccio e rinnovarlo. Abbiamo bisogno di una nuova teologia della terra”, di una “nuova spiritualità dell’al di qua”. Il teologo invita a non perdere la speranza. “È questa speranza – dice – che ci spinge a fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per permettere ai nostri figli e ai figli dei nostri figli, di vivere”. Anche il card. Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, ha inviato un video-messaggio esortando le Chiese a trattare il Creato e tutto ciò che in esso è contenuto “come un fratello e una sorella” ispirandosi alla spiritualità di san Francesco che ha chiamato “sole fratello e terra sorella”.

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