Alleanza delle civiltà: Guterres (Onu), “organismo fondamentale per la pace, la sicurezza e lo sviluppo sostenibile”

(da New York) Si è aperto questa mattina (ora locale) nella sede Onu di New York l’ottavo forum globale dell’Alleanza delle civiltà delle Nazioni Unite dal titolo “Impegnati per dialogo: partnership per la prevenzione e il mantenimento della pace”. Il forum per due giorni sarà uno spazio aperto alle agenzie Onu, alle Ong, ad esponenti della società civile, ad organizzazioni religiose, in cui condividere buone pratiche sulla promozione del dialogo interreligioso e interculturale. Il segretario Antonio Guterres intervenendo alle cerimonia di apertura ha sottolineato la necessità di appuntamenti simili, ricordando, ad esempio che la sparatoria di Pittsburgh verso la comunità ebrea aveva suscitato una raccolta fondi da parte della comunità musulmana a riprova della necessità del dialogo.
“L’Alleanza non è un’iniziativa per sentirsi bene con la coscienza, ma è un organismo fondamentale per la pace, per la sicurezza, per lo sviluppo sostenibile, per il mondo che dobbiamo costruire – ha precisato Guterres- . Dobbiamo promuovere le condizioni in cui persone di diverse identità, fedi e culture possano vivere in armonia, senza discriminazioni e persecuzioni”. Il segretario ha voluto ricordare la “situazione del popolo Rohingya in Myanmar, sottoposto alla pulizia etnica” e il “calvario del popolo Yazida in Iraq, dove l’Isis, ha massacrato uomini e donne e venduto le ragazze come schiave”.
“Questi popoli, e molti altri in tutto il mondo, non sono colpevoli di nulla se non di essere diversi dai loro persecutori. È inaccettabile e fonte di profonda vergogna che l’identità renda una persona o una comunità un bersaglio”, ha continuato Guterres che ha mostrato seria preoccupazione per il risorgere di organizzazioni neonaziste e antisemite, per la retorica “al vetriolo”, che ha preso di mira migranti e rifugiati; per l’omofobia e la violenza sulle donne. Il cambiamento è necessario ma ha bisogno non solo “dell’investitura dei leader politici e di quelli religiosi e civili”, “impegnati nel dialogo sincero ed inclusivo per costruire una società rispettosa dove la diversità è ricchezza e non minaccia”.
La fiducia del segretario generale nel lavoro dei leader religiosi e delle organizzazioni improntate sulla fede è ampia soprattutto per la loro azione di moderatori e invita la comunità internazionale ad “attingere alla loro saggezza ed esperienza nel costruire la pace”, e a non considerare la fede un luogo di divisione solo perché “manipolata cinicamente dalla politica”.
Un secondo punto imprescindibile nella strategia della pace è il coinvolgimento dei giovani. È grande desiderio di Guterres che si impegnino sempre più nelle Nazioni Unite per immettervi una carica di creatività ed energia e vengano educati “al ripudio dell’odio e di ogni tendenza distruttiva”. Nell’ultima parte del suo intervento, il segretario Onu ricorda che ogni sforzo di dialogo “va ancorato al rispetto dei diritti umani universali. Il prossimo mese si celebrerà il 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, una carta che porta intrinseca “la dignità e l’uguaglianza di tutti i membri della famiglia umana e fornisce le basi per la libertà, la giustizia e la pace”.
L’Alleanza delle Civiltà era stata lanciata nel 2005 dall’allora segretario Kofi Annan con il sostegno del governo turco e spagnolo.

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