Riforma Curia: mons. Semeraro (segretario C9), per il Papa è anzitutto “riforma della propria vita”

“Momenti importanti per la riforma della Curia romana sono da considerare pure i giorni di ‘esercizi spirituali’” e i frequenti ritiri voluti dal Papa, afferma mons. Marcello Semeraro, vescovo di Albano e segretario del C9 (il Consiglio dei cardinali), nella lectio magistralis sulla nuova Costituzione apostolica Praedicate evangelium che riforma la Curia romana, tenuta questa mattina al Dies academicus della Pontificia Università Lateranense. Un’ispirazione ignaziana, spiega, sintetizzata nell’adagio “deformata reformare, reformata conformare, conformata confirmare e confirmata transformare” che richiama il percorso delle quattro settimane degli esercizi spirituali nei quali la parola “forma”, con le diverse accezioni denotate dai diversi prefissi, “ha il significato di un lasciarsi plasmare da Dio”. “La prima eco, dunque, che la parola ‘riforma’ suscita nell’animo di Francesco è una riforma della propria vita” e questo “si collega armonicamente con ciò che egli stesso intende quando parla di Ecclesia semper reformanda” come il 10 novembre 2015 a Firenze, nel V Convegno nazionale della Chiesa italiana quando spiegò che la riforma “non si esaurisce nell’ennesimo piano per cambiare le strutture. Significa invece innestarsi e radicarsi in Cristo lasciandosi condurre dallo Spirito. Allora tutto sarà possibile con genio e creatività”.

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