Condoni edilizi: don Bignami (Cei), “non chiudere gli occhi e fingere che non ci sia abusivismo”

“La custodia e la legalità sono due temi che vanno insieme. Non si può custodire se non all’interno di una legalità che permetta di tutelare e promuovere alcuni valori. Eppure continuiamo ad accettare che abusi edilizi vengano compiuti in territori pericolosi, per poi pagare un prezzo caro. Perdere vita umane per questo è terribile”. Ne è convinto don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e lavoro e dell’Apostolato del mare. “La legalità permette anche di disincentivare i modelli che si rigenerano di abusivismo edilizio,
scardinando la mentalità del ‘Se a qualcuno è permesso, allora perché non dovrebbe esserlo a me’”, aggiunge don Bignami in una intervista al Sir: “La tentazione di chiudere gli occhi e di fingere che non ci sia abusivismo, mettendoci in pace con i condoni ha conseguenze drammatiche”. “Dobbiamo favorire la presenza umana per custodire i territori che oggi sembrano periferici, ma in realtà sono centrali. Se vogliamo salvaguardare la valle, dobbiamo capire cosa avviene a monte. Non possiamo gradare solo in una direzione. Laddove c’è una presenza umana che tutela e custodisce – sottolinea don Bignami -, sicuramente i danni risultano essere minori. La natura ha sempre una capacità di sorprendere anche in negativo. Ma ci sono settori che negli ultimi anni sono stati trascurati”.

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