Diocesi: mons. Fanelli (Melfi), “fare spazio all’incontro, al sorriso per l’altro senza pregiudizi”

“Vogliamo passare dal semplice stare insieme al mettere insieme le più belle energie della nostra intelligenza, della nostra creatività, del nostro saper fare spazio all’incontro, al sorriso per l’altro, senza pregiudizi, senza ombre, senza muri”. Lo scrive mons. Ciro Fanelli, vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa, nella lettera pastorale dal titolo “Chiesa in festa, camminare insieme per una Chiesa giovane, gioiosa e missionaria”. La sfida indicata è quella di “far crescere e maturare al calore dello Spirito Santo” per essere “nella nostra ferialità un piccolo, ma significativo segno visibile di Dio in mezzo a noi”. Il vescovo consegna, quasi in chiusura del testo, l’immagine di una Chiesa “cenacolo” e “casa di preghiera, domus orationis”. “Il Vangelo è, anzitutto, casa e scuola di preghiera. Preghiera del tempio, preghiera della casa, preghiera del cuore. Sempre attuale il gesto profetico di Gesù che scaccia i venditori dal tempio. La preghiera è l’azione più alta che si possa compiere: quella che ci fa salire, in qualche modo, all’altezza di Dio. Sia come preghiera liturgica, specie eucaristica – fonte e culmine della vita cristiana – sia in tutte le altre forme, personali, popolari e comunitarie, come il Rosario. Esprime sempre la coscienza che siamo abitati da Dio”.

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