Unione europea: Mattarella, “pur con lacune e contraddizioni, ha assicurato un patrimonio inestimabile di pace e benessere”

“Non va dimenticato che la sua presidenza ha accompagnato la scelta della nascita e dell’avvio dell’integrazione europea. Di quella che oggi si chiama Unione europea e che – pur con lacune e contraddizioni – ha assicurato un patrimonio inestimabile di pace e di benessere”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo questa mattina a Pontedera alla cerimonia commemorativa del quarantesimo anniversario della morte di Giovanni Gronchi finora “unico sindacalista eletto” alla presidenza della Repubblica (1955-1962). In Gronchi, ha sottolineato il Capo dello Stato, fu “ferma” la “distinzione tra significato e insopprimibilità dei valori patriottici e le infatuazioni di vuoti rigurgiti nazionalistici”. “Netta testimonianza – ha sottolineato Mattarella – venne dal discorso pronunciato, in qualità di presidente della Camera dei deputati, poche settimane prima dell’elezione al Quirinale, in occasione della celebrazione del decennale della Resistenza, il 22 aprile 1955”. Citando le parole di Gronchi, il presidente ha ricordato come il riferimento fu, esplicito, a “una coscienza nazionale che si rinnova, che attinge ai valori supremi spirituali e storici che la patria sintetizza, che rende imperiosa l’esigenza dell’autonomia e dell’indipendenza verso ogni egemonia dei più forti” e che, proprio per questo “preme per rompere il cerchio fatale dei miti della violenza, del diritto della forza, dell’equilibrio di potenze”. “Quella che una felice formula – ha osservato Mattarella – definì, in altri termini, il passaggio dal diritto della forza alla forza del diritto, nell’ottica della pacificazione internazionale”.
Ripercorrendo l’impegno politico di Gronchi, il Capo dello Stato ha ricordato che “la necessità di evitare un finanziamento inflazionistico della spesa statale, evitando deprezzamenti della moneta, venne condivisa da Gronchi”. E, nell’instabilità politica” in cui si trovò ad operare una volta al Colle, seppe “individuare un ruolo istituzionale sino ad allora non sperimentato nella figura del presidente della Repubblica, utilizzando la ‘cassetta degli attrezzi’ contenuta nella Carta fondamentale, la nostra Costituzione”. Al riguardo, Mattarella ha evidenziato che “il presidente della Repubblica pro-tempore è portatore dell’indirizzo di attuazione e di rispetto della Costituzione”.

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