Migrazioni: parla Josepha, sopravvissuta al naufragio nel Mediterraneo. “Comincio a muovere i primi passi”

“Sto meglio. Ringrazio tutti. Oggi comincio a muovere i primi passi”. Lo dice in un audio-messaggio, riportato da Avvenire, Josepha, la donna camerunense salvata dopo un naufragio nel Mediterraneo, il 16 luglio, e vittima di una campagna mediatica di odio. La donna, salvata dalla nave Open Arms e curata dalla Croce rossa spagnola in una struttura protetta, da cento giorni non riusciva più a muovere le gambe. Il quotidiano riporta anche una lettere consegnata dalla donna dopo il salvataggio: “Ho pensato che ero già morta – si legge -. Ho cominciato a pregare, ho invocato la Vergine del Mare. Le ho detto: ‘Mamma, tu sei mia madre, sei la Stella del Mare, e qui siamo solo io e te. Fa un miracolo, e vieni qui a trovarmi’. A Gesù ho detto: ‘Padre, tu sei mio padre. Io so che tu sei qui e che per te niente è impossibile. Non lasciarmi qui. Io non ho paura’”.

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