Intelligenza artificiale: Cingolani (IIT), “frutto di macchine sempre più performanti ma non in grado di surclassare l’uomo”

Non esiste tecnologia che possa dotare una macchina “intelligente” di autocoscienza e di emozioni. Il futuro è intelligenza artificiale(AI) e robotica per una migliore sostenibilità del pianeta ma occorre definire un quadro etico-giuridico e intorno al tavolo dovrebbero sedere anche filosofi e teologi. Al centro deve essere sempre l’uomo e nessuno deve essere lasciato indietro. Parola di Roberto Cingolani, direttore scientifico dell’ Istituto italiano di tecnologia (IIT), avanguardia mondiale dell’intelligenza artificiale e della robotica, che in un’intervista al Sir fa il punto della ricerca in materia, delinea possibili scenari futuri e sgombra il campo da timori infondati: “Niente demonizzazioni. Qualsiasi tecnologia è di per sé neutra, ma se utilizzata da un imbecille è dannosa”. E con buona pace di chi agita spauracchi, “non esiste tecnologia che possa rendere una macchina intelligente, dotata di autocoscienza e di emozioni, in grado di surclassare l’uomo – avverte il responsabile dell’Istituto con sede a Genova dove è nato, ad esempio, iCub, diventato lo standard di riferimento dei robot umanoidi -. Queste proiezioni lasciamole alla letteratura o ai film di fantascienza”. L’AI, spiega, “è il frutto di macchine di calcolo sempre più performanti che compiono ormai milioni di miliardi di operazioni al secondo. E’ legata al concetto di algoritmo. Dalla complessità degli algoritmi deriva un’intelligenza artificiale più o meno evoluta”. Grazie a modelli matematici accurati  queste macchine possono calcolare con enorme velocità lo sviluppo di un evento, prevedere tutti gli scenari diventando “quasi predittive”.

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