San Francesco di Sales: don Casazza (Ucsi Piemonte), “vivere il mestiere del comunicatore come missione per portare nel mondo di oggi un po’ di luce”

“È compito di tutti, soprattutto degli addetti ai lavori, di vivere il mestiere del comunicatore come missione per portare nel mondo di oggi un po’ di luce; i credenti lo faranno nel nome di Gesù, con la sua tenerezza di Bambino e la sua forza di Risorto”. È quanto scrive don Fabrizio Casazza, consulente ecclesiastico piemontese dell’Unione cattolica stampa italiana (Ucsi), nel messaggio in occasione della festa di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. Ricordando le parole rivolte ai membri dell’Uspi e della Fisc, ricevuti in Vaticano un mese fa, con le quali Papa Francesco ha definito il lavoro del giornalista “un compito, o meglio una missione” attraverso la quale “offrire a tutti una versione dei fatti il più possibile aderente alla realtà”, don Casazza sottolinea che si tratta di un’“operazione che è fondamentale per la costruzione di una società democratica in cui tutti i cittadini possano attivamente e responsabilmente concorrere al bene comune, ossia al bene di tutti e di ciascuno”. “La campagna elettorale in vista delle elezioni di marzo – aggiunge – richiede agli operatori dei media un supplemento d’impegno in tale direzione”. “Il giornalista che si definisce cattolico vive questo aspetto professionale anche come forma di evangelizzazione”, prosegue il sacerdote, rilevando che “raccontare la vita della comunità cristiana, con le sue luci e le sue ombre, è un servizio alla diffusione del Vangelo”. Don Casazza annuncia poi che sta per concretizzarsi un’importante iniziativa, il corso di alta formazione “Comunicazione religiosa e media contemporanei”, che coinvolge Università Cattolica di Milano, sezione torinese della Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale, Ucsi Piemonte, delegazione piemontese della Fisc, arcidiocesi di Torino e Ufficio regionale per le comunicazioni sociali.

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