Terza età: Gorla (Fillea Cgil), “tornare a programmare la riqualificazione degli immobili”

“Riqualificare il patrimonio immobiliare esistente dove vivono gli anziani è la priorità”. Ne è convinto Graziano Gorla, della segreteria nazionale Fillea Cgil, a proposito delle criticità abitative vissute dalla terza età e discusse oggi al convegno organizzato dall’associazione Abitare e Anziani. “Il patrimonio pubblico, in particolare, risale agli anni ’60-’70 e – ha sottolineato – negli ultimi anni è stato trascurato. Spesso parliamo di una progressiva assenza di manutenzione nel pubblico. Le ristrutturazioni, anche là dove si è intervenuti, sono state insufficienti. L’unico Comune che ha fatto un vero piano di riqualificazione urbano è stato Bergamo”. La soluzione secondo il sindacalista è ripartire dalla programmazione degli interventi. “Questo – ha commentato – è un Paese in cui non si programma ma si vive di emergenze. Ognuno ha le proprie responsabilità, dai Comuni al Parlamento. Oggi sono tanti gli elementi di spesa pubblica che possono essere utili ma non si mettono in pratica. La politica della casa va supportata con risorse certe che oggi non ci sono. Anche le norme devono essere certe. Non si è ancora capito per esempio se il bonus sismico è bancabile, quindi se è supportato dal credito dalle banche, per i condomini. Stiamo cercando delle realtà pilota per rendere stabile una norma che oggi si presenta instabile”. “Servono – ha concluso – due cose fondamentali: migliorare l’informazione delle persone, perché spesso i contributi e le potenzialità non si conoscono, e provare a ricostruire una idea di quartiere attenta alla casa”. Convinto che si debba ripartire dalla rigenerazione urbana del patrimonio pubblico è anche Daniele Barbieri, segretario generale del Sunia, il sindacato degli inquilini. “Ma siamo all’anno zero – ha affermato – perché non conosciamo nemmeno il fabbisogno. L’orizzonte è quello della rigenerazione urbana, del recupero non certo dell’espansione. Tutte le risposte ai bisogni della terza età vanno ricercate in questa strategia della rigenerazione”. “È un lavoro enorme – ha proseguito – che credo possa essere iniziato dall’edilizia residenziale pubblica perché quella privata è troppo frammentata in piccoli proprietari. A Milano, per esempio, nel quartiere di Gratosoglio, è partito un progetto di riqualificazione urbana anche contrattato con i sindacati. Un passo in avanti è stato fatto infine grazie al protocollo d’intesa che abbiamo firmato con il governo perché verranno istituiti gli stati generali sulla casa e momenti regionali per approfondire la questione”.

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