Terza età: Falasca (Abitare e anziani), “riqualificare i quartieri per ridare relazioni agli anziani”

Ben l’80% degli anziani vive in case di proprietà, il 70% di loro ne è infatti l’intestatario. Ma tanti, circa il 76%, vivono in palazzi senza ascensore o con barriere architettoniche. Per Claudio Falasca, direttore dell’associazione Abitare e Anziani, “un anziano che vive in un condominio senza ascensore è come se fosse chiuso in un carcere”. Durante il seminario, organizzato dalla stessa associazione, sono state illustrate questa mattina a Roma le difficoltà registrate dalla terza età in Italia a vivere nelle nostre città. Dai dati risulta che il 7% degli anziani non ha un impianto di riscaldamento oppure il 19,4% possiede degli strumenti singoli ovvero delle piccole stufe “che sappiamo – ha sottolineato Falasca – sono molto pericolose se non in buono stato per il pericolo di intossicazione da monossido di carbonio”. Vista l’aspettativa di vita e l’aumento di anziani soli e non autosufficienti, il direttore dell’associazione ha indicato quattro obiettivi da raggiungere in continuità: “Il primo è adeguare il patrimonio immobiliare degli anziani alle loro esigenze. Il secondo è l’offerta di nuove soluzioni abitative. Il terzo è adeguare le strutture per anziani non autosufficienti e infine migliorare i quartieri. Le norme esistono nel nostro Paese – ha commentato – e in alcuni casi hanno delle smagliature dovute al tempo. Il problema è applicarle. Il decreto sulle barriere architettoniche, per esempio, non è più rinviabile visto il numero di anziani”. Sul tema della riqualificazione urbana come strumento per far vivere meglio gli anziani, che in questo modo possono contare su relazioni e servizi, sollecitazioni arrivano anche dall’Europa: “Il rapporto dell’Unione sugli anziani spinge affinché si collochi di nuovo l’attenzione sulla casa. La gente infatti vuole rimanere nella propria casa e non andare in istituto. Ma occorre nel frattempo migliorare la qualità dei rapporti di vicinato”. Intervenire sul degrado, strutturale e sociale, è un compito tuttavia imponente che andrebbe in capo “ai gestori di patrimoni pubblici – ha suggerito Falasca – e all’Inps che gestisce un grande numero di immobili”.

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