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Stati Uniti: vescovi, “straziante” l’annuncio di chiusura del programma di protezione temporanea per i cittadini salvadoregni

(da New York) I vescovi statunitensi hanno definito “straziante” l’annuncio del Dipartimento per la sicurezza nazionale di chiudere il programma di protezione temporanea (TPS) destinato ai cittadini salvadoregni presenti negli Usa. Il programma è uno status di protezione umanitaria temporaneo e rinnovabile che consente ai migranti provenienti da El Salvador di rimanere e lavorare legalmente negli Usa durante un periodo di tempo giudicato pericoloso per l’incolumità della persona, se questa dovesse far ritorno nel suo Paese di origine. Monsignor Joe S. Vásquez, vescovo di Austin e presidente del Comitato per le migrazioni della Conferenza episcopale statunitense, ha dichiarato che “El Salvador non è attualmente in grado di gestire adeguatamente il ritorno dei circa 200.000 cittadini destinatari del programma di protezione temporanea” e ha espresso seria preoccupazione per i “192.000 cittadini statunitensi figli di questi salvadoregni che potrebbero, ora, vedere la loro famiglia separata a seguito dell’annullamento del programma”. “Dio ci ha chiamati a prenderci cura dello straniero e degli emarginati – ha continuato monsignor Vásquez – e la nostra nazione non deve voltare le spalle ai destinatari del TPS e alle loro famiglie; anche loro sono figli di Dio”. Intanto il dipartimento di sicurezza ha precisato che ai salvadoregni beneficiari del programma saranno concessi 18 mesi di tempo per lasciare il Paese prima di subire una deportazione forzata. I vescovi si augurano che questo margine temporale consenta al Congresso di trovare una soluzione bipartisan che non separi le famiglie e protegga la vita di questi migranti, perché senza un intervento legislativo “le vite di queste persone verranno capovolte e molte famiglie saranno devastate, come nel caso del Daca, il programma per i giovani migranti, arrivati in maniera illegale negli Usa quando erano bambini”. Quest’ultimo programma è attualmente oggetto di dibattito serrato e di contrattazione tra il presidente Trump e il ramo legislativo dell’ordinamento Usa che non ha voluto concedere i fondi per la costruzione del muro di separazione con il Messico, uno dei punti chiave della nuova amministrazione.

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