Piccoli Comuni: Realacci (Symbola), “produrre all’ombra dei campanili cose che piacciono al mondo”

“L’Italia è forte se incrocia le cose che la rendono unica: storia, arte, cultura, tradizioni, comunità, enogastronomia e se ha la capacità di produrre all’ombra dei campanili cose che piacciono al mondo, il Made in Italy”. Ne è convinto Ermete Realacci, presidente Fondazione Symbola e primo firmatario della legge n.158/17 con misure per la valorizzazione dei piccoli Comuni. Intervenuto all’incontro promosso questa mattina a Roma da Coldiretti e Symbola per l’apertura dell’Anno nazionale del cibo italiano nel mondo, Realacci avverte: “Non dobbiamo leggere il nostro Paese attraverso le valutazioni delle agenzie di rating, occorre investire su questa nostra forza che incrocia storia, natura, cultura. Veniano dall’Anno dei borghi che ha visto una crescita forte del turismo legato a queste piccole realtà; si è aperto l’Anno europeo del patrimonio e l’Anno nazionale del cibo italiano. Il cibo è un pezzo della nostra cultura: il patrimonio culturale italiano è spesso legato anche alla coltivazione e gestione del terreno e i riconoscimenti dell’Unesco lo dimostrano”. L’obiettivo della legge, spiega Realacci, “non era solo trovare fondi ma orientare le politiche, a partire da un investimento nei piccoli Comuni su banda larga, servizi essenziali, scuole, presidi sanitari, uffici postali”. L’approvazione del provvedimento lo scorso ottobre “è solo un primo passo che rende protagoniste le piccole comunità”. Il futuro dell’Italia è anche “nella forza dell’agricoltura di qualità”.

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