Piccoli Comuni: Borghi (Uncem), “da qui può nascere l’Italia di domani”. Primi (Borghi più belli), “servono seri piani di investimento”

Per Enrico Borghi, presidente dell’Unione nazionale Comuni comunità ed enti montani (Uncem), la legge 158/17 con misure per la valorizzazione dei piccoli Comuni “dà speranza, prospettiva, anima alla città dell’uomo”. Parlando all’incontro in corso a Roma per iniziativa di Coldiretti e Fondazione Symbola, Borghi ricorda: “In questa direzione abbiamo lottato contro ogni evidenza, quello che i sindaci dei piccoli Comuni fanno quotidianamente in silenzio”. E avverte: “Se vogliamo che la logica della prevalenza del più forte porti tutti a trasferirsi in città arriveremo al punto di rottura. La questione politica e antropologica che abbiamo di fronte è il rapporto tutto da scrivere tra le risorse dei territori che diventano centrali per la qualità della vita e la prospettiva del loro spopolamento”. Per Borghi, “dobbiamo invece immaginare che possa nascere da questi territori l’Italia di domani: è una grande questione nazionale. Per questo è importante che lo Stato si faccia garante”. Fiorello Primi, presidente di Borghi più belli, richiama il 2017 “Anno dei borghi” appena conclusosi, e afferma: “Gli eroi dei nostri giorni sono proprio i sindaci dei piccoli centri. Ci vuole tanta passione e tanto coraggio”. La legge, osserva, “è un elemento straordinario, ma governo e regioni devono capire che occorre investire sul serio sui piccoli Comuni a partire da un piano trentennale di messa in sicurezza del territorio e da investimenti sul patrimonio edilizio e abitativo esistente nei piccoli borghi”. Contro lo spopolamento “esistono nuove forme di artigianato che possono essere avviate, occorre pensare a start up per i giovani e riaprire le botteghe”.

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