Lavoro: card. Bassetti, “nuova questione sociale”. Difenderlo dalla “disumanizzazione”

“Sviluppare una nuova teologia del lavoro che riesca a comprendere la società odierna e sappia parlare all’uomo di oggi”. È il compito affidato ai teologi dal card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, che nella relazione tenuta oggi alla Facoltà teologica dell’Italia settentrionale ha parlato di lavoro come “nuova questione sociale”, che è “il prodotto di una nuova rivoluzione industriale, informatica e biomedica, che oggi investe ogni sfera dell’attività umana: la sfera economica e quella antropologica, la dimensione culturale e quella politica, i cui riflessi si fanno sentire profondamente anche in ambito religioso”. Nella sua relazione, Bassetti ha fatto riferimento, in particolare, “all’introduzione della robotica nell’industria, alle applicazioni biomediche sul corpo umano, all’impatto ambientale delle grandi città, alle nuove forme di comunicazione e agli sviluppi dell’intelligenza  artificiale”. Oggi, in sintesi, “il lavoro è totalmente cambiato”, come mette in luce anche Papa Francesco nella “Laudato sì”, perché “ogni aspetto del Creato può essere potenzialmente utilizzato e manipolato dalle tecnoscienze con ripercussioni profondissime nella vita di ogni essere umano”. Di qui la necessità di “mettere un freno a quella sorta di potere ingovernabile che Francesco ha chiamato il paradigma tecno-economico”: “Un sistema di potere – privo della tensione verso Dio e verso l’umano – che riduce l’uomo e l’ambiente a semplici oggetti da sfruttare in modo illimitato e che finisce per cambiare il significato profondo del lavoro”, ha commentato Bassetti. È in questa prospettiva, secondo il presidente della Cei, che si colloca l’impellente “necessità di difendere il lavoro”, prima di tutto dalla “desacralizzazione” del lavoro stesso. In secondo luogo, per il cardinale, “occorre difendere il lavoro dalla sua disumanizzazione”, frutto della pervasività della tecnica, che quando sostituisce l’uomo “finisce per disumanizzare il lavoro”. Terzo imperativo, sulla scorta del Papa: “Difendere il lavoro da un’economia che uccide”. “Alla finanziarizzazione dell’economia e alla cultura dello scarto – ha concluso Bassetti – occorre contrapporre, pertanto, un’umanizzazione dell’economia che difenda la vita e che tenda ad includere tutti gli uomini e le donne”.

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