Enogastronomia: Moncalvo, “difendere qualità crea lavoro e frena spopolamento”. Agricoltura “strumento di integrazione”

“Difendere anche nel contesto internazionale la qualità delle nostre specialità gastronomiche anche se il loro costo di produzione è ovviamente più alto rispetto al cibo omologato, standardizzato, che non ha nulla a che vedere con le tipicità italiane”. Lo chiede con forza il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo, concludendo l’incontro promosso questa mattina a Roma dall’associazione e da Fondazione Symbola per l’apertura dell’Anno nazionale del cibo italiano nel mondo. “La partita sull’etichettatura deve essere portata a termine su tutte le produzioni”, sostiene, avvertendo che “solo la difesa della qualità dei prodotti e il lavoro per produrli può frenare lo spopolamento dei piccoli Comuni, non i sussidi pubblici. Per questo è fondamentale il sistema di regole a tutela del cibo. Occorre una vigilanza attenta. L’Italia può ripartire proprio dal rilancio dei piccoli Comuni”. Coldiretti, prosegue, continuerà ad impegnarsi all’insegna della concretezza per “progetti con valenza nazionale ma che si scaricano su ogni piccolo angolo del Paese”. Per il presidente, servono “progetti coraggiosi di filiera in zootecnia e agricoltura di qualità”. Con dei ritorni economici. “Terna è disponibile a mettere sul piatto i primi 180 milioni di investimenti per la produzione di energia elettrica”, spiega con riferimento all’accordo sugli invasi e le reti di collegamento per contrastare la carenza idrica. “Oltre che ambientale, oggi l’agricoltura è pronta a dare una risposta anche dal punto di vista sociale”, conclude, richiamando il tessuto delle 1.200 imprese di Coldiretti “che sono il nuovo, con asili nido al loro interno, e i cui dipendenti sono per un terzo migranti integrati nel nostro Paese”.

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