Sessantotto: Magatti (sociologo), libertà è “relazione e responsabilità” non “pura manifestazione dell’io”.

Durante la “rivoluzione” del ’68 “si è immaginato un ‘io’ in grado di autodeterminarsi, che non deve niente a nessuno, puramente alla ricerca della propria realizzazione e quindi esposto a consegnarsi a qualsiasi offerta organizzata per soddisfare questa istanza”, spiega in un’intervista al Sir il sociologo e editorialista Mauro Magatti sottolineando che “l’ingenuità del pensiero sessantottino è il non avere compreso che radicalizzare l’idea del soggetto finisce per indebolirlo e per smarrire la realtà inconfutabile del nostro essere nodi di relazione”. “La nostra – chiarisce – è una libertà parziale, condizionata. Non può sfuggire alla questione della responsabilità perché noi esistiamo all’interno di reti di relazione da cui non possiamo prescindere. La radicale contrapposizione al principio di autorità, come se fosse possibile un mondo privo di autorità, è invece stata espressione di un ideologismo che ha messo l’idea prima della realtà”. Per quanto riguarda le connessioni tra contestazioni studentesche e movimento operaio, Magatti invita a fare una distinzione: “Il ’68 degli studenti raccoglie istanze già espresse in modo più isolato negli anni precedenti; il movimento degli operai nasce da una matrice diversa, si pone un problema di giustizia sociale, di diritti del lavoro. I due fenomeni fanno parte di una stessa transizione ma, nonostante alcune commistioni, nascono da istanze profondamente diverse e prenderanno strade differenti”. Oggi, di fronte all’emergere di “populismi generici che esprimono insoddisfazione, timori, domanda di nuovo”, da dove potrebbe venire una risposta? “Possiamo sperare solo in una stagione nella quale si rifletta e si sappia fare un passo avanti rispetto al ’68 intorno al tema della libertà”, la replica di Magatti, che conclude: “Avremmo bisogno di un ’68 post-soggettivistico, che concepisca la libertà come relazione e responsabilità anziché come pura manifestazione dell’io”.

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