Card. Tettamanzi: card. Bagnasco, “ha lasciato in noi un modo di sentire la vita e la fede che univa rigore, richiamo e dolcezza”

“Il suo episcopato tra noi non è stato lungo ma è stato intenso, e ha segnato il cammino della diocesi e la memoria dei nostri cuori”. Ad affermarlo il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente del Ccee, nell’omelia pronunciata oggi pomeriggio, nella cattedrale di San Lorenzo, durante la Messa celebrata in suffragio dell’anima “dell’amato card. Dionigi Tettamanzi, che fu arcivescovo di Genova dal 1995 al 2002”. “Coloro che l’hanno conosciuto – ha proseguito il card.Bagnasco – ricordano la sua bontà affabile, l’intelligenza trasparente, l’immediatezza del tratto con tutti”. L’arcivescovo ha ricordato in particolare “la felice idea del pellegrinaggio mensile al santuario di N. S. della Guardia, che dura tuttora come un appuntamento caro e desiderato”. Inoltre, ha aggiunto, “nel suo fluente magistero ricordiamo non solo la ricchezza dei contenuti spirituali e dottrinali, ma anche l’articolazione interna, segno non solo dell’attitudine all’insegnamento, ma altresì dell’ordine interiore che distingue aspetti e circostanze, priorità, valori e tempi”. Tanto che, “parlando con lui ci si sentiva a proprio agio, come se non avesse altro da fare se non ascoltare l’interlocutore”. Bagnasco ha quindi ricordato del suo predecessore “il gusto della vita come dono nella sua complessità e bellezza traspariva dall’arguzia incline al sorriso e alla parola incoraggiante”. Tettamanzi, ha concluso il card.Bagnasco, “ha lasciato in noi un modo di vedere, di sentire la vita e la fede che univa rigore, richiamo e dolcezza. Ora è lassù, da dove continua a guardarci come suo popolo e a pregare per noi”.

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