Germania-Polonia: mons. Schick su riconciliazione tra i due Paesi, “buoni risultati ottenuti non vanno compromessi”

“La riconciliazione è una parola che definisce i rapporti tedesco-polacchi da più di un quarto di secolo. Questo successo enormemente importante è coltivato da entrambe le parti grazie agli sforzi di politici e innumerevoli persone di buona volontà. Siamo però consapevoli che ciò che è stato raggiunto può essere facilmente annullato da decisioni imprudenti e persino da parole frettolose”. Comincia così il messaggio sottoscritto l’8 settembre scorso dai vescovi del Gruppo di contatto tra la Conferenza episcopale tedesca e quella polacca, che fa riferimento agli attuali contrasti tra i governi dei due Paesi e li invita a portare avanti uno “stile di politica per la pace”. “Il messaggio è per noi, vescovi tedeschi, esortazione e invito a ricordarci l’eredità comune dell’incontro di riconciliazione e di pace degli anni ’60”, scrive oggi l’arcivescovo di Bamberga Ludwig Schick, presidente del Gruppo di contatto. “Da decenni è nostra preoccupazione promuovere la riconciliazione e la pace” tra i due Paesi e “abbiamo fatto buoni progressi”, al punto che anche la politica riconosce “che le Chiese l’hanno preceduta nel processo di pace tra le nostre nazioni”. Per questo le Chiese si sentono oggi “in dovere e in diritto di sottolineare che questi risultati non devono essere compromessi”, perché i cittadini lo vogliono, ne hanno bisogno e perché se “Germania e Polonia, nel cuore dell’Europa, vivono in pace”, contribuiscono “alla stabilità di tutta l’Europa ed è un segno di speranza”.

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