Israele-Palestina: Oxfam, “a Gaza 2 milioni di persone senza luce e acqua”. Pezzati, “popolazione minacciata dalle malattie”

Due milioni di persone nella Striscia di Gaza non hanno quasi nessun accesso a servizi essenziali, come acqua corrente e servizi igienici e moltissimi hanno a disposizione solo 2 ore di luce elettrica al giorno. L’allarme è lanciato oggi da Oxfam, a tre anni dalla fine della guerra che in 50 giorni devastò Gaza. Una crisi – iniziata quattro mesi fa – a causa delle tensioni che hanno portato al taglio da parte di Israele del 40% dell’erogazione di elettricità sulla Striscia, su richiesta della stessa Autorità nazionale palestinese. “La crisi energetica a Gaza costringe centinaia di migliaia di persone al limite della sopravvivenza, dovute alle tensioni tra le autorità israeliane e palestinesi – dichiara Paolo Pezzati, policy advisor per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia –. Questa emergenza deve essere risolta al più presto, perché a farne le spese è la popolazione ‘intrappolata’ all’interno della Striscia, che adesso è seriamente minacciata dalla diffusione di malattie causate dalla quasi totale carenza di servizi igienici e sanitari. Dopo la guerra nel 2014, il 50% dei centri di trattamento delle acque reflue non funzionava più. Oggi non funziona più nessun impianto. Ad agosto del 2014, 900mila persone necessitavano di acqua e servizi igienici, oggi questo numero è salito a 2 milioni. Dopo l’ultima guerra, l’80% della popolazione viveva solo con 4 ore di elettricità al giorno, oggi la maggioranza della popolazione solo con 2”.
“Non c’è un nostro progetto che non sia stato condizionato dalla mancanza di energia elettrica – continua Pezzati –. Senza elettricità è impossibile qualunque tentativo di ripresa: non si possono riattivare le centrali di desalinizzazione, i pescatori non possono conservare la propria merce e gli agricoltori non possono irrigare. Chi è impegnato in progetti informatici non può lavorare e le aziende sono costrette a operare tagli del personale. I costi economici e umanitari di questa crisi sono altissimi”. “Anche senza la guerra, i palestinesi a Gaza subiscono un’emergenza umanitaria che non dà tregua – conclude Pezzati –. È vergognoso non aver agito e aver consentito che si arrivasse a questo punto, mettendo ancora di più alla prova 2 milioni di persone”. Il taglio dell’elettricità a Gaza rappresenta una “misura illegale e punitiva contro un’intera popolazione”, per questo motivo Oxfam chiede che cessi immediatamente e che tutte le parti coinvolte in questa crisi, garantiscano agli abitanti il ripristino del normale approvvigionamento di elettricità e carburante. Oxfam ha lanciato oggi – in partnership con le agenzie digitali palestinesi – la campagna #LightsOnGaza, chiedendo di garantire energia elettrica alla popolazione della Striscia.

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