Funerali Tettamanzi: card. Scola, “la sua morte non è una sconfitta della vita, ma una vittoria”

“La morte di questo uomo amabile ed amato, come lo ha definito Papa Francesco, non è una sconfitta della vita, ma al contrario ne è la pienezza. La sua morte è una vittoria”. Lo ha detto questa mattina il card. Angelo Scola, amministratore apostolico di Milano, nell’omelia dei funerali del cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo emerito dell’arcidiocesi ambrosiana, scomparso il 5 agosto. Presiedendo nel Duomo gremito le esequie, il card. Scola ha ricordato: “Gesù che ha desiderato mangiare la Pasqua con i suoi prima della sua passione, offre totalmente se stesso. Si rivolge agli apostoli ma anche a coloro che lungo il tempo e in tutti i luoghi crederanno a lui, quindi anche a noi nel contingente momento storico. Questo diventa in modo speciale vero per il cardinal Dionigi”. La resurrezione, “cioè il pieno compimento del nostro destino – ha affermato Scola –, è la parola potente a cui il cardinal Dionigi ci chiama. Deve ora abitare nel nostro cuore, questo destino ci deve dominare in questo momento”. Certo, “essa è passione e doloroso distacco dalla vita terrena, ma partecipare alla morte e resurrezione di Gesù è la nostra resurrezione, la resurrezione del cardinale”. “Gesù sta già abbracciando il cardinal Dionigi. Egli ne era ben consapevole”, prosegue il card. Scola richiamando l’omelia pronunciata da Tettamanzi nel giorno di Pasqua del 2011.

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