Funerali Tettamanzi: card. Scola, “ci domanda una responsabilità decisiva. Chiesa ambrosiana terrà viva sua eredità”

La morte del card. Tettamanzi, il suo affidarsi al Padre e l’Eucaristia che stiamo celebrando ci domandano “una responsabilità decisiva, dobbiamo essere una eco della volontà di Colui che ci ha mandato”. Così il card. Angelo Scola, amministratore apostolico di Milano, nell’omelia dei funerali del cardinale Dionigi Tettamanzi. “Chiediamoci – l’interrogativo posto dal porporato -: quanto noi cristiani, nella nostra vita quotidiana, siamo disponibili a questo instancabile abbraccio di Cristo così da potere, a nostra volta, abbracciare ogni uomo e ogni donna che viene al nostro incontro, lasciando trasparire la bellezza, la bontà e la verità della fede in Lui? Quanto le nostre comunità cristiane, parrocchiali, religiose, aggregative sono luoghi in cui la certezza della risurrezione genera un clima di gioiosa speranza, capace di sanare le ferite, di risollevare gli sguardi, in una parola di amare di un amore rigenerativo i nostri fratelli e le nostre sorelle? Quanto l’azione concorde, rispettosa della pluriformità vissuta nell’unità ecclesiale voluta da Gesù, diventa capacità di favorire la comunione e l’edificazione civica? Come affrontiamo i bisogni, soprattutto quelli derivanti dalla miseria e dall’esclusione, non a suon di proclami ma cambiando concretamente aspetti della nostra vita spesso mondanamente troppo attaccata agli affetti e ai beni?”.
Per Scola, “la morte in Cristo del cardinal Dionigi getta allora una luce su tutta la sua vita e soprattutto sul suo ministero. Egli ha voluto realmente essere un testimone fedele di Cristo teso a non perdere nulla e nessuno di quanti la Chiesa gli aveva affidato”. “La Chiesa ambrosiana – assicura Scola – saprà trovare modi e forme per mantenere viva l’eredità copiosa di questo padre e maestro”.  Al termine della celebrazione, ha affermato Scola, il card. Tettamanzi, su suo desiderio, verrà sepolto sul lato destro del duomo, ai piedi dell’altare Virgo Potens accanto all’urna del beato cardinale Schuster.

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