Medio Oriente: card. Parolin, “impegnarsi per arrivare ad una pace permanente” ma “sembra mancare la volontà”

“Anche per i conflitti nell’area mediorientale il punto cruciale è lo stesso: bisogna realmente impegnarsi per arrivare ad una pace permanente”. Lo afferma il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, in un’intervista ad “Avvenire”. Tra i tanti conflitti in atto, osserva Parolin, “c’è il Medio Oriente, che resta sempre molto vivo nella sensibilità della Santa Sede”. “Oggi la situazione è nuovamente tesa e desta grande preoccupazione”. “La Santa Sede – aggiunge – considera Gerusalemme unica e sacra per gli ebrei, i cristiani e i musulmani e già da tempo ha dato i suoi criteri e indicato le condizioni”. “Cioè – spiega – che Gerusalemme sia riconosciuta come luogo di cittadinanza per tutti i credenti, sia ‘città aperta’ nel senso di riconoscere la libertà religiosa e i diritti di tutti e che questi siano rispettati”. Per il segretario di Stato, “se aumenta la tensione diventa necessario evitare l’escalation del conflitto. Il problema è sempre uno al fondo: ci vuole la volontà politica”. “In campo internazionale – precisa – possiamo parlare di tante soluzioni possibili e avviabili, ci sono, c’è la possibilità di rispondere con proposte concrete che possono essere davvero risolutrici, ma purtroppo sembra mancare la volontà di ciascuno nel mettere da parte qualcosa del suo, nella formula del compromesso”. Secondo Parolin, rimane “senz’altro tutt’ora valida” la proposta di uno statuto per salvaguardare il carattere storico e religioso di Gerusalemme e il libero accesso per tutti ai Luoghi Santi. “Le manifestazioni di violenza che abbiamo visto stanno a dire che il problema deve essere risolto a livello internazionale”.

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