Fondazione Kolbe: concluso ad Auschwitz il workshop per promuovere riconciliazione e pace. Presenti 30 giovani da Europa, Russia e Stati Uniti

Si è concluso ieri ad Auschwitz l’ottavo workshop internazionale organizzato dalla Fondazione Maximilian Kolbe. All’appuntamento, promosso dalle Conferenze episcopali tedesca e polacca, hanno partecipato trenta giovani provenienti da Europa, Russia e Stati Uniti, che hanno riflettuto insieme su temi quali memoria, pace e perdono. Il primate polacco, l’arcivescovo Wojciech Polak (Gnensen), nel suo intervento, tenuto il 13 agosto, ha sottolineato che i gesti di perdono e di misericordia non sono degli optional per la Chiesa, ma sono parte fondante della sua identità. A sostengono del suo pensiero ha portato un esempio tratto dal processo di pace tedesco-polacco, polacco-russo, così come polacco-ucraino: “Una delle sfide fondamentali consiste nell’essere pazienti, senza lasciarsi prendere dalle difficoltà nei rapporti”. L’arcivescovo Ludwig Schick (Bamberga), presidente della Commissione Chiesa nel mondo della Conferenza episcopale tedesca, ha rimarcato l’importanza della testimonianza concreta e pratica della Chiesa: “Incontro e dialogo, soprattutto nelle situazioni più complesse, così come la disponibilità a riflettere criticamente sulla propria realtà sono premesse fondamentali per dominare i conflitti. Non c’è alcun dubbio che saremo parte della soluzione ai problemi nel momento in cui comprenderemo che siamo parte del problema”.

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