Vertice di Tallinn: Concord Europe e Italia, “spostare l’attenzione sulle ong non serve.Gli Stati si assumano le loro responsabilità”

In vista dell’incontro di Tallinn dei ministri di Giustizia e degli Interni europei Concord Europe (Confederazione di 2600 Ong di 28 Paesi europei) si dice “preoccupata” dopo le recenti dichiarazioni in merito alla gestione dei flussi migratori a livello europeo. Dopo le minacce italiane di chiudere i propri porti alle navi che trasportano migranti e di istituire un codice di condotta per le Ong, si teme che “nuove misure possano limitare la loro azione nel Mar Mediterraneo, spostando l’attenzione, dalla mancanza di solidarietà tra gli Stati membri, alle organizzazioni della società civile. “È fondamentale evitare qualsiasi restrizione che possa ostacolare la capacità delle Ong e di qualsiasi altro attore di rispondere all’imperativo umanitario di salvare vite umane in pericolo”, dichiara Francesco Petrelli, portavoce di Concord Italia. “Riscrivere le regole di ingaggio per le Organizzazioni della società civile non dovrebbe compromettere gli obblighi internazionali e i Trattati ratificati da tutti i paesi dell’Unione Europea. Se l’Ue è convinta della necessità di un codice di condotta, allora esso deve essere discusso con tutte le parti in causa, in particolare con le Ong e le organizzazioni umanitarie”, aggiunge.
Per Concord, “nessun Paese di approdo può essere spinto – in assenza di una iniziativa europea comune – a prendere decisioni inaccettabili che minano gli obblighi umanitari”. “Questa proposta riflette la volontà politica di non affrontare i veri problemi. Uomini, donne e bambini stanno fuggendo da violenza e conflitti mettendo a rischio la propria vita perché gli Stati membri non si assumono la responsabilità di garantire canali di ingresso legali e sicuri per le persone che necessitano di protezione internazionale. Situazioni drammatiche lungo le coste libiche potrebbero essere evitate, ma un codice di condotta per le Ong che sostituiscono gli Stati membri che non fanno il loro dovere non è la risposta giusta”, afferma Adeline Mazier, segretario generale di Coordination Sud, la piattaforma nazionale francese membro di Concord Europe.

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