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Migrazioni: Fcei, lettera a Chiese europee e organismi ecumenici, “non lasciate sola l’Italia”

Una lunga lettera ai suoi partner internazionali, Chiese e organismi ecumenici, per proporre di avviare dal basso una azione europea concertata e capillare, volta a smuovere sulla questione migratoria l’Europa e i rispettivi Stati membri. Ad inviarla è stata la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia. In concreto, la Fcei, nella lettera ricevuta dal Sir, propone di considerare l’opzione dei “corridoi umanitari”. Chiede, inoltre, di “fare pressione sui propri governi affinché sia immediatamente implementato il programma di reinsediamento dell’Ue, vengano adottate politiche di solidarietà e di condivisione relativamente al numero degli arrivi; si aprano dei ‘safe passages’, analoghi ai corridoi umanitari, e si introducano visti umanitari temporanei che permettano a coloro che sono stati tratti in salvo nel Mediterraneo di accedere ad altri paesi Ue”. “Chiediamo ai nostri partner – spiega al Sir Luca Negro, presidente della Fcei – di moltiplicare gli sforzi perché si possa trovare una soluzione alla crisi migratoria affinché questa non ricada interamente sulle spalle dell’Italia. Noi non abbiamo condiviso certe proposte provocatorie che ha fatto l’Italia, come quella di chiudere i porti alle Ong straniere, però ci rendiamo conto che questa provocazione è stata lanciata per svegliare l’Europa che dorme.  Quello che vogliamo comunicare alle nostre Chiese sorelle è l’idea di non lasciare sola l’Italia e di fare tutta la loro parte per sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica e la classe politica del proprio Paese sul fatto che l’Europa ha lasciato solo un suo Stato membro, che ha come sola colpa il fatto di essere geograficamente il naturale approdo al fenomeno migratorio”.

 

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