Charlie Gard: Scienza & Vita, “tragico simbolo della cultura dello scarto”. “Dove non si può guarire si può sempre curare”

L’Associazione Scienza & Vita esprime oggi, in una nota, “il suo dissenso” rispetto alla “decisione dei medici del Great Ormond Street Hospital di Londra, avallata dai giudici inglesi e dalla Corte europea per i diritti umani, di sospendere la ventilazione assistita al piccolo Charlie Gard. Data la sua rara e grave patologia mitocondriale, Charlie, privato dei supporti vitali, morirà in brevissimo tempo”. Il bambino, osserva l’associazione, “non è terminale, né – a quanto è dato capire – ventilazione, nutrizione e idratazione artificiali sono per lui tanto gravose da consigliarne la sospensione”. Perché, allora, “un bimbo gravemente malato, pur avviato a un esito infausto, dovrebbe essere fatto morire in anticipo?”. Dietro la decisione di sospendere presidi vitali indispensabili, Scienza & Vita intravede “la cultura dello scarto di cui il caso Charlie è diventato tragico simbolo”. Il bimbo “è affetto da una patologia ancora inguaribile, ma dove non si può guarire si può curare”; inoltre, “tentare una terapia sperimentale e incerta negli esiti, ma – a quanto pare – scientificamente fondata, poteva rappresentare un’ultima possibilità per attenuare i sintomi più gravi e rallentare il progredire del quadro verso la morte”, ma “neppure questa possibilità è stata concessa al piccolo Charlie”. Di qui l’espressione di “profonda e sofferta vicinanza” ai suoi genitori che lo hanno circondato di cure e d’amore lottando per la sua vita, ai quali viene negata “persino la consolazione di farlo morire a casa”. “Sentiamo l’esigenza – conclude la nota – di riaffermare con vigore che la vita di ciascun essere umano è un diritto fondamentale ed inviolabile e che ogni intervento medico deve essere orientato alla sua tutela e promozione, nel pieno rispetto della dignità della persona”.

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