Charlie Gard: mons. Perego (Ferrara-Comacchio), “vicini ai genitori. La preghiera possa consolare e aiutare questa famiglia”

“Chiedo al Signore di esservi vicini, che riusciate sempre più a essere una famiglia, e che possiate leggere sempre dentro la sofferenza una particolare presenza e vicinanza di Dio”. Questa la preghiera di mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, in occasione della sua prima visita alla casa di riposo e casa protetta“Betlem”di Ferrara. Stamattina l’arcivescovo alle ore 9 ha celebrato la Santa Messa nella chiesa interna alla struttura, che poi ha visitato, accompagnato dal direttore, mons. Guerrino Maschera. “Agar e suo figlio vengono abbandonati ma si affidano al Signore, che non li lascia soli ma li sostiene. Oggi questa preghiera di sostegno la rivolgiamo per Charlie, che è vicino alla morte: è una preghiera che il Papa chiede a tutta la Chiesa di pronunciare”, ha detto il presule, con un pensiero rivolto al piccolo Charlie Gard. “Da questo luogo di sofferenza anche noi vogliamo essere vicini ai due genitori che stanno soffrendo per il figlio, la cui vita si sta spegnendo davanti ai loro occhi, non vedendo la possibilità di una cura – ha aggiunto -. La preghiera, che sale anche da qui, possa essere di consolazione e di aiuto a questa famiglia. Come Agar e suo figlio sono sostenuti da Dio Padre, così lo siano i genitori di Charlie”.
Spesso, però, non basta invocare il Signore se non sappiamo riconoscerlo e accoglierlo nella nostra vita. Così mons. Perego – riprendendo il Vangelo del giorno, nel quale molte persone non “riconoscono” alcuni miracoli di Gesù, che, anzi, invitano ad allontanarsi – ha spiegato come “tante volte non abbiamo occhi per vederlo, e così rischiamo di non riconoscere la sua presenza, a causa del nostro egoismo e della nostra chiusura. Ciò può avvenire anche quando c’è sofferenza e solitudine”. Citando anche San Giovanni Paolo II, l’arcivescovo ha osservato come, invece, è fondamentale comprendere che “la sofferenza è una delle esperienze in cui il Signore si rende più vicino. Basti pensare alla Croce, mezzo di salvezza. Il dolore è un luogo importante per credere e continuare a credere”.

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