Santuario della Spogliazione: mons. Sorrentino (Assisi), “un evento di 800 anni fa che si fa per noi messaggio e profezia”

“Santuario della spogliazione. Un evento di ottocento anni fa, che si fa per noi messaggio e profezia”. Lo ha detto stasera mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, nell’omelia della Messa per l’inaugurazione del santuario della Spogliazione, ad Assisi. Purtroppo, ha aggiunto il presule, “la ‘filosofia’ di Pietro di Bernardone – il padre di Francesco che gli chiuse il cuore fino a privarlo dell’eredità – continua a imperversare. È l’adorazione del dio-denaro, che convoca pochi eletti al suo tempio dorato, per lasciare una moltitudine in preda alla miseria. È lo scandalo di un mondo fatto da un pugno di ‘sopravvestiti’ che guazzano nell’effimero e un mondo di ‘spogliati’ condannati alla disperazione”. Per il vescovo, “il giovane assisano che fece il gesto clamoroso di spogliarsi di tutti i beni, fino a rimanere nudo, non recitava un dramma letterario, gettava le fondamenta di un mondo nuovo”. Quindi, “il santuario che, a ricordo di quell’evento, oggi viene inaugurato, è fatto per stimolare tutti a una riflessione radicale sul senso della vita”.
“Francesco d’Assisi – ha osservato mons. Sorrentino – ci conduce a un bivio. Ci pone di fronte a un aut aut. Ci obbliga a pensare e a decidere da che parte stiamo. Quello della ‘spogliazione’ è un gesto che inquieta. Ha a che fare con la vita, con il senso dell’umano, con il futuro della società”. Ma qual era “il cuore della scelta” del Poverello di Assisi? “Francesco non fa solo un gesto di rinuncia per spuntare con la ‘non violenza’ gli artigli del padre. Francesco fa un atto di amore. Cristo lo ha raggiunto, lo ha sedotto, si è ‘manifestato’ a lui”. E “Francesco agisce come uno che se ne è invaghito. Non solo i denari non gli interessano più, ma nient’altro al mondo ha più senso, se non è Gesù o non porta a lui. Francesco è diventato, per così dire, Gesù. E per questo, uomo nuovo, uomo libero, uomo di Dio e uomo per gli altri!”.

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