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Politica: Justitia et pax Europa e Comece, dibattito sulla “giustizia di transizione”

(Bruxelles) Come “assicurare la democrazia e la giustizia nell’Europa post-comunista” sarà al centro di un dibattito aperto il 16 maggio prossimo organizzato a Bruxelles dalla commissione Giustizia e Pace Europa con il sostegno della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece). Il punto di riferimento sarà il concetto di giustizia transizionale (o di transizione), insieme di percorsi che hanno come scopo, prima ancora che la ricerca di giustizia, il raggiungimento di una società più giusta. Questo l’approccio usato per fondare gli sforzi di verità come via di riconciliazione in contesti quali il genocidio del Ruanda o in Medio Oriente o ancora nei Balcani. Nel seminario di Bruxelles – che si terrà nella sede Comece, in Square de Meeus – sarà il gesuita sloveno Peter Rozic, esperto di processi di democratizzazione e dei cambiamenti di regime nell’ex Unione Sovietica e nell’Europa centro-orientale, ad applicare allo stallo nei processi di democratizzazione in questa parte dell’Europa il concetto di “corruzione transizionale”: perché ci sia effettivo sviluppo democratico nella ex-Jugoslavia, occorre avvenga la riconciliazione tra le etnie facendo verità sui fatti, chiedendo scusa e risarcendo in qualche modo le vittime. Le ricerche dimostrerebbero che là dove questi processi avvengono, è più difficile che dilaghi la corruzione, vera “piaga sociale”. I lavori saranno introdotti da Stefan Lunte, segretario generale di Justitia et pax; all’intervento di padre Rozic seguirà un momento di dibattito.

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