San Francesco: p. Messa (Sssmf), “il suo incontro con il sultano in Egitto ha destato interesse fin dai contemporanei”

In occasione del viaggio apostolico di Papa Francesco in Egitto, padre Pietro Messa, preside della Scuola superiore di Studi medievali e francescani (Sssmf) della Pontificia Università Antonianum di Roma, invita a ricordare “l’incontro di Francesco d’Assisi con il sultano al-Malik al-Kamil in Egitto, precisamente a Damietta” che “ha destato interesse già nei contemporanei che lo descrivono con brevità di parole”. “Dopo la morte e soprattutto canonizzazione dell’Assisiate – prosegue p. Messa – le amplificazioni, riletture e attualizzazioni si sono moltiplicate”. “Tra queste si segnala quella di Enrico d’Avranches che compose la ‘Legenda santi Francisci’ versificata su commissione di papa Gregorio IX nel 1232 o nel 1234” in cui “risalta la narrazione dell’incontro di san Francesco con il Sultano – attinta dalla precedente prima Vita, opera di Tommaso da Celano – e in particolar modo le parole che Enrico d’Avranches pone in bocca al Santo”. Secondo la traduzione in italiano tratta dallo studio di Francesco Marzella, ricevuto dal sultano, Francesco “pago di ciò che ha, rifiuta i doni del re e chiede come sommo dono quello di essere ascoltato”. “Radunati i sapienti”, “tesse discorsi mai uditi e sembra non ignorare nulla, quasi trascenda l’umano sentire”. “E prova che c’è un solo Dio, e non esiste una moltitudine di dei; dimostra come da quell’uno derivi tutto”. Spiegò “che gran prezzo costò la redenzione del mondo, per quali motivi ci fu l’incarnazione” e “come Cristo riunisca in una sola Chiesa tutti i santi”. “Mentre così insegna gli articoli della fede con eloquenza – si conclude il brano – fa colpo sui saggi e il re e nessuno osa fargli del male”.

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