Carcere: Roma, il 19 aprile giornata di studio al Maxxi su detenuti, diritti, giustizia

Dal card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura, a Luigi Manconi, presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato. Da Luca Zevi, architetto e consulente del Dipartimento amministrazione penitenziaria per gli spazi della pena, a Mauro Palma, Garante nazionale delle persone detenute e private della libertà personale. Sono alcuni dei partecipanti alla giornata di studio “Il mondo come prigione? Carcere, diritti, giustizia” in programma il 19 aprile a Roma (Auditorium del Maxxi – ore 15). Il convegno – introdotto dai saluti istituzionali di Giovanna Melandri, presidente Fondazione Maxxi, e Antimo Cesaro, sottosegretario ai Beni e alle attività culturali, e al quale è stato invitato il ministro della Giustizia Andrea Orlando – è stato organizzato in occasione della mostra “Please Come Back. Il mondo come prigione?” (al Maxxi fino al 31 maggio), nella quale 26 artisti di tutto il mondo raccontano il carcere come metafora del mondo contemporaneo e il mondo contemporaneo come metafora del carcere. Il tema del carcere come luogo fisico sarà al centro del convegno del 19 aprile. “Se il sistema penitenziario italiano produce oggi una recidiva che riguarda il 70% dei detenuti, questo significa che il carcere così com’è non mette al sicuro la società”, osservano i promotori dell’iniziativa, secondo i quali occorre dare “maggiore sviluppo” alle “misure alternative alla detenzione, in modo che la maggior parte dei reati non venga più scontata nella segregazione del carcere, ma dentro la società e al servizio di essa”.

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