Terra Santa: Patton (Custode), “il Medio Oriente ha bisogno di una Risurrezione, anche e soprattutto della presenza cristiana”

“La Via Crucis dei nostri fratelli cristiani del Medio Oriente, purtroppo, ha ancora molte stazioni da percorrere. Vogliamo pregare che questa loro sofferenza possa sfociare in una qualche forma di Risurrezione. Il Medio Oriente ha bisogno di una Risurrezione, anche e soprattutto della presenza cristiana”. Alla vigilia della Pasqua, e all’indomani delle stragi nelle chiese copte in Egitto, a parlare è il custode di Terra Santa, padre Francesco Patton. “C’è bisogno – afferma un’intervista al Sir – di un’esperienza pasquale per questi fratelli che sono stati decimati e che, nonostante tutto, in questa loro Via Crucis, ci danno una testimonianza straordinaria di cosa significhi restare fedeli a Cristo”. Nonostante tanto male, per padre Patton, ha ancora senso parlare di sconfitta della morte e di speranza, anzi, aggiunge, “ha ancora più senso se ricordiamo il momento storico in cui la Risurrezione di Cristo è avvenuta. Gesù non è risorto in un contesto di pace, ma in un momento in cui un piccolo Paese, Israele, era occupato dalla superpotenza di turno, l’Impero Romano. Essa è avvenuta in un momento in cui, dopo pochi anni, questa terra ha visto una tragedia terribile: la distruzione di Gerusalemme dell’anno 70. La speranza cristiana – conclude – è quella che sa andare oltre le tragedie del momento per vedere i segni dell’azione di Dio che prevale e prevarrà”. Nell’intervista il Custode sottolinea anche il valore “ecumenico” della Pasqua – quest’anno la data della Pasqua è la stessa per le Chiese d’Occidente e di Oriente – anche alla luce del restauro dell’edicola del Santo Sepolcro, reso possibile da uno storico accordo tra greco ortodossi, armeni e frati della Custodia.

La proposta lanciata dal patriarca armeno Nourhan Manougian, nel suo discorso all’inaugurazione (il 22 marzo) della nuova edicola, di consentire anche a luterani e anglicani di celebrare in momenti particolari al Sepolcro, trova il Custode favorevole, ma “naturalmente con delle regole e termini ben chiariti in modo che sia un diritto d’uso disciplinato e che ciò non crei problemi di relazioni tra le Chiese. Noi tutti auspichiamo che il Santo Sepolcro sia un luogo condiviso di unità. Abbiamo una tradizione di dialogo e di incontro che s’incentra anche su messaggi, testi e dichiarazioni condivise su argomenti significativi per questa Terra. Sappiamo di essere una minoranza – tutti insieme i cristiani arrivano al 2% – per questo dobbiamo essere maggiormente uniti”.

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