Sviluppo: Oxfam, Italia aumenta aiuto pubblico ma il 34% copre costi accoglienza rifugiati

L’Italia aumenta l’aiuto pubblico allo sviluppo (Aps), ma il 34% delle risorse copre i costi per l’accoglienza dei rifugiati. Lo rileva l’Oxfam in occasione della pubblicazione annuale dell’Ocse sull’Aps, aggiungendo che solo sei dei trenta Stati membri Ocse – Svezia, Norvegia, Lussemburgo, Danimarca, Regno Unito e Germania – hanno mantenuto l’impegno ormai pluridecennale di devolvere lo 0,7% del Pil in Aps. L’Italia, pur essendo ancora lontana da questo obiettivo, conferma un trend positivo di crescita dell’aiuto allo sviluppo, sia in termini assoluti, che percentuali. Dai 4 miliardi di dollari del 2015 ai 4,85 miliardi del 2016 (+ 20%). Preoccupa tuttavia l’Oxfam la “forte crescita dei costi per i rifugiati che nel 2016 si attestano al 34% dell’intero Aps italiano. In termini assoluti si passa da 983 milioni di dollari allocati nel 2015 ad oltre 1,66 miliardi del 2016, pari ad un incremento del 69%”. “Per una buona e sostenibile gestione dei flussi di rifugiati e migranti – conclude Petrelli – è necessario uscire dall’approccio dell’emergenza e incidere sulle cause profonde”, guerre, povertà, fame, cambiamenti climatici. È su queste cause che bisogna investire per affrontarle e rimuoverle. Di qui l’appello all’Ocse affinché ridefinisca entro ottobre “regole chiare, trasparenti e valide per tutti i paesi donatori sulle spese allocabili per la cooperazione e l’aiuto umanitario, non consentendo trucchi contabili o peggio usi inappropriati di queste risorse”.

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