Migrazioni: mons. Galantino, no “al sub-appalto della mobilità umana”. Servono “buone leggi e legalità”

foto Siciliani-Gennari/SIR

No al “sub-appalto della mobilità umana” come sta avvenendo con gli accordi tra Ue e Turchia e “come speriamo non avvenga con la Libia”: lo ha chiesto oggi mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, intervenendo a Roma alla presentazione del Rapporto 2017 del Centro Astalli. “Non sono io a dover dire cosa devono fare i governi – ha precisato a Sir e Radio Vaticana -. Ma certi modi di risolvere i problemi, ad esempio sub-appaltando alla Turchia o alla Libia il flusso degli immigrati, vuol dire farci ricattare ancora una volta”. In merito al decreto Minniti-Orlando su immigrazione e sicurezza sul quale la Camera deve votare la fiducia, mons. Galantino si augura “che non siano fatti passi indietro”: “C’è bisogno di buone leggi e di legalità rispettata, che non metta tra parentesi la dignità della persona”. Il segretario generale della Cei nel suo intervento ha chiesto anche “un sistema unico e diffuso di accoglienza in Italia”, anche perché, ha aggiunto, “non se ne può più, quando si fa accoglienza, di essere identificati o accomunati a questo o quel clan o a questa o quell’altra mafia”.

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