Violenze sulle donne: Amato (Cortile dei gentili), “rendere i giovani maschi aperti e sicuri di sé senza mascherarsi da macho”

“Il modello del macho libera il maschio dalla sua insicurezza nei confronti della donna”. Ne è convinto Giuliano Amato, giudice della Corte costituzionale e presidente della Consulta scientifica del Cortile dei gentili, intervenuto questa mattina al Cortile degli studenti in corso a Roma sul tema “Prepotenza e paura. La dignità della donna contro la violenza”. “Il nostro vero problema – spiega Amato – è il cuore della maturazione del ragazzo, è renderlo aperto, sereno, sicuro di sé rimanendo ‘panda gentile’ senza il bisogno di mascherarsi da macho”. In questo processo “è fondamentale la centralità della figura del padre, anche se difficile. Negli anni dell’adolescenza – sottolinea richiamando la propria  esperienza personale – è molto più facile il rapporto padre-figlia del rapporto padre-figlio”. Per Amato “più che di figure di specialisti in  educazione, abbiamo molto bisogno di famiglia intorno”. Con riferimento all’esperienza della relazione maschio-femmina, il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura e promotore del Cortile di gentili, spiega che essa “parte con tre anelli. Il primo è il livello che condividiamo con gli animali, la sessualità. Il secondo diventa già esclusivo della persona umana ed è quello dell’eros, guardare il volto dell’altro e accorgersi che è bello. Il terzo elemento è il vertice, è l’amore che comprende i primi due ma è qualcosa di più. Quando la parabola intera è tutta compiuta allora sì che uomo e donna sono veramente insieme, e l’innamoramento ha qualcosa di mistico”.

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