Simposio Ccee giovani: mons. Omella Omella (arcivescovo Barcellona), “aiutare i ragazzi a tirare fuori il meglio di loro”

(dall’inviata Sir a Barcellona) – “Una vera sfida”. Accompagnare i giovani significa “aiutare a tirare fuori da ciascuno il meglio di sé, scoprire con loro il mistero di cui sono portatori e incoraggiarli a seguire la nobile arte del discernimento della volontà di Dio nella loro vita”. Lo ha detto mons. Juan José Omella Omella, arcivescovo di Barcellona, accogliendo oggi nella sua città i 275 partecipanti al Simposio europeo promosso dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) sul titolo “Camminava con loro. Accompagnare i giovani a rispondere liberamente alla chiamata di Cristo”. A Barcellona sono presenti i responsabili delle Conferenze episcopali europee che lavorano nei 5 ambiti pastorali: giovani, catechesi, vocazione, scuola, università. È la prima volta che si tiene un simile incontro europeo. Una quattro giorni di lavoro, riflessione e confronto in vista anche del Sinodo dei vescovi che nel 2018 ha messo a tema la questione giovanile.

L’arcivescovo di Barcellona ha tracciato alcune piste di riflessioni. Camminare con i giovani  significa impegnarsi con loro “in un dialogo sincero”. “Un dialogo – ha sottolineato Omella Omella – basato sulla nostra esperienza, sulla ricerca della verità e sul rispetto reciproco”, un dialogo che diventa “ricco scambio di punti di vista”. Ma questo significa “essere aperti a nuovi orizzonti, a nuove proposte e percorsi da esplorare”.  L’accompagnamento deve poi condurre a “proposte concrete”. “Non è facile”, ma l’obiettivo è quello di aiutare i giovani a diventare “maturi, capaci di pensare”, “attivi e impegnati”, e quindi all’altezza di “discernere la loro vocazione all’interno della Chiesa,  trovare la loro strada, lavorare per la loro felicità”, fino a far loro cogliere la gioia di collaborare con Dio alla “costruzione di un mondo migliore”.

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