Nuove tecnologie: card. Pell (Santa Sede), “importante per i cristiani entrare in questo mondo per diffondere i nostri valori”

“I soldati possono usare la tecnologia sia per il bene sia per il male e anche spiritualmente possiamo usare le tecnologie sia per il bene si per il male. È importante per i cristiani entrare in questo mondo per diffondere i nostri valori”. Lo ha detto il cardinale George Pell, prefetto del Segretariato per l’economia della Santa Sede, durante la conferenza di presentazione del libro “Connected world. From automated work to virtual wars: the future, by those who are shaping it” di padre Philip Larrey, questa mattina a Roma. “Le macchine non sono cattive – ha spiegato nel suo intervento -. È l’uso che ne facciamo che può essere cattivo. Le nuove tecnologie hanno creato molti posti di lavoro ma hanno provocato anche molti disoccupati. Non dobbiamo però pensare che tutto è negativo in questo periodo storico, perché in Asia per esempio il tasso di analfabeti è diminuito”. “Tanti magnati dell’industria tecnologica vogliono bene alla società e cercano la verità – ha dichiarato il cardinale -. Recentemente ho incontrato una delegazione da Silicon Valley e ho notato che ci sono tanti bravi che vogliono bene alla società”. “Tutti questi cambiamenti devono essere approvati dalle democrazie dei Paesi – ha osservato – ma al momento, ho più domande che risposte. Contemporaneamente abbiamo altre sfide: la disintegrazione delle famiglie, assenza di figli, il terrorismo islamico. Speriamo che le cose cambino lentamente ma molto dipenderà dall’individuo. Nessuno infatti aveva previsto Trump o che Erdogan seguisse questa strada e molto dipenderà dalle capacità dei leader di rispondere alle crisi”.

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