Gasdotto Tap: mons. Macculi (pastorale sociale Lecce), “la gente si sente scavalcata e non si arrenderà”

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso della Regione Puglia e del Comune di Melendugno e ha ritenuto legittimo l’iter autorizzativo per la realizzazione del gasdotto della Trans Adriatic Pipeline (Tap) che approderà a San Foca, nel Salento. Pur non sbloccando il fermo imposto lo scorso 21 marzo al cantiere, la sentenza segna un ulteriore punto a favore della multinazionale in una battaglia amministrativa che da cinque anni vede Regione Puglia e Comune di Melendugno impegnati per fermare l’infrastruttura che porterà in Italia il gas dell’Azerbaijan (partendo dal mar Caspio e attraversando Turchia, Grecia, Albania e mare Adriatico, con forniture attive dal 2020). Il nodo della questione, spiega al Sir mons. Nicola Macculi, direttore dell’Ufficio pastorale sociale e del lavoro dell’arcidiocesi di Lecce, “non è che il gasdotto non si faccia – nessuno lo mette in discussione -, ma che venga trasferito in un’altra area, come potrebbe essere quella industriale a sud di Brindisi, dove l’impatto ambientale sarebbe decisamente più contenuto”. Ad appoggiare questa richiesta, recentemente riproposta dal governatore Michele Emiliano, sono anche 27 sindaci e diverse centinaia di abitanti della zona.

E’ preoccupato mons. Macculi: “Al di à delle autorizzazioni e dei percorsi di ordine giuridico – ci confida – non sono certo che si allenteranno le tensioni. Anzi. Temo che la gente del luogo si senta scavalcata e sono convinto che non si arrenderà. San Foca è a ridosso di Otranto: una delle aree più belle del Salento, un gioiello naturalistico, turistico e ambientale che tutti ci invidiano. Al di là delle rassicurazioni, il punto di approdo del gasdotto a San Foca potrà alterare in tempi brevissimi l’equilibrio ambientale e la geografia economico-turistica del territorio”. Per il sacerdote, “uno spostamento di 20-30 chilometri dovrebbe essere preso in considerazione; certo, occorrerà fare nuove valutazioni, ma se ci sono ancora modalità per intervenire è bene non escluderle”. “La battaglia continuerà – avverte –. Questi conflitti non giovano a nessuno e possono prendere anche strade di natura diversa, poco piacevoli”. Finora “la tensione è stata sotto controllo, ma bisognerà essere molto vigili”.

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