Comece: contributo alla riforma Ue su aliquote Iva. “Tariffe ridotte e deduzioni per attività rivolte al bene comune”

(Bruxelles) “Le regole relative all’imposta sul valore aggiunto (Iva) sono cruciali per il funzionamento del mercato unico europeo, ma la semplificazione di tali regole non deve avvenire a scapito dell’obiettivo di un sistema fiscale giusto ed equo”. È la sintesi del contribuito della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) alla consultazione pubblica dell’Ue sulla riforma delle aliquote Iva che si è conclusa il 20 marzo scorso. La consultazione è parte delle iniziative previste dal piano d’azione adottato dalla Commissione europea per la creazione di uno spazio unico europeo dell’Iva. Nel contributo che la Comece ha sottoposto – e che è consultabile ora sul sito www.comece.eu – sono formulate in particolare quattro raccomandazioni: si metta “l’accento sui bisogni dei più poveri applicando tassi Iva ridotti per i beni e i servizi essenziali”; si riconoscano “tariffe ridotte ai servizi e ai beni per l’infanzia, in considerazione del fatto che “rispetto alle famiglie senza figli o con un figlio unico, le famiglie numerose o con un solo genitore sono a maggiore rischio di povertà”. Viene inoltre chiesto che venga preservata l’esenzione dall’Iva per le Chiese e le organizzazioni non-profit, in considerazione del “contributo al bene comune” che compiono con il loro servizio. Infine, in vista dell’anno europeo sul patrimonio culturale, che si celebrerà nel 2018, si chiede che siano autorizzate “deduzioni d’imposta per il restauro di Chiese ed edifici religiosi”.

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