Papa a Milano: mons. Pompili (Rieti), “nei luoghi colpiti dal terremoto occorre una spinta di solidarietà”

(da Milano – Stadio San Siro) “Il terremoto distrugge ogni cosa e stravolge la vita da un momento all’altro. Non abbatte soltanto le case, ma anche i legami e i sentimenti. Ecco perché, per superare tragedie come quella che ha colpito Rieti, è importante essere presenti fisicamente e spiritualmente”. Lo ha detto il vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili, intervenendo allo stadio di San Siro a pochi minuti dall’arrivo di Papa Francesco. Il vescovo ha parlato del progetto di Caritas Ambrosiana “Casa del Futuro”, frutto della raccolta fondi promossa per contribuire alla ricostruzione delle case di Amatrice, cittadina devastata dal sisma. “Nei luoghi colpiti dal terremoto – ha detto mons. Pompili davanti a 70mila persone – occorre una spinta di solidarietà che dice che non saremo lasciati soli. Il terremoto è una tragedia enorme, ma se ci si tiene per mano è possibile affrontare il dramma insieme, attraverso il forte legame tra le diverse generazioni. La comunità serve proprio a questo, a farsi forza attraverso l’impegno comune”. A San Siro ha preso la parola anche il direttore di Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti. “Questo progetto – ha spiegato Gualzetti – ha l’obiettivo di ricostruire quello che la diocesi di Rieti ha perso nel terremoto. Vuole essere un aiuto concreto alle popolazioni del Lazio, dell’Umbria e delle Marche, una speranza di ricominciare”. Secondo il direttore della Caritas Ambrosiana per stare vicino a chi soffre è necessario “interessarsi e avere cura del prossimo. Bisogna partire – ha aggiunto Gualzetti – da chi ci vive accanto, per arrivare fino a chi, come i migranti, lascia la propria terra in cerca di un futuro migliore”.

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