Movimento apostolico ciechi: mons. Galantino, per nuova evangelizzazione “rinnovare e qualificare ciò che già esiste”

Punto di partenza per la nuova evangelizzazione “è rinnovare e qualificare ciò che già esiste”. Ne è convinto monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, che nel suo intervento odierno alle Giornate nazionali della condivisione in corso ad Assisi per iniziativa del Mac (Movimento apostolico ciechi), invita ad applicare alle associazioni la “docilità” e la “creatività missionaria” richieste dall’Evangelii gaudium alla parrocchia. “Sentirsi parte” di un’associazione, ha spiegato, significa amarla per quello che è, anche nei suoi limiti, e mettere in atto “ciò che è possibile per ridurre l’impatto negativo di ciò” che ne attraversa la vita. Di qui il richiamo al n.15 dell’esortazione apostolica a passare da “una pastorale di semplice conservazione a una pastorale decisamente missionaria”. E una Chiesa missionaria è “una Chiesa umile, disposta a cambiare e a rinnovarsi a partire dall’esperienza dell’incontro e della relazione. A cominciare dall’incontro e dalla relazione con Cristo”. La vitalità di una realtà ecclesiale quale è un’associazione e “la prima via attraverso la quale essa evangelizza”, assicura Galantino, “è la sua stessa vita, la sua unione e fedeltà a Cristo, il suo servizio all’uomo, la trasparenza evangelica delle sue scelte, economiche, caritative e sociali”.

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