Movimento apostolico ciechi: mons. Galantino, nella Chiesa no a “stile mondano” e da “faccendieri della politica”

“Essere prima di fare” e crescere non per proselitismo ma “per attrazione” sono i due “impegni” per rendere le “nostre realtà ecclesiali” strumenti “credibili di evangelizzazione”. Lo ha detto questa mattina ad Assisi monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, intervenendo alle Giornate nazionali della condivisione promosse dal Movimento apostolico ciechi. Parola chiave dell’azione evangelizzatrice è “testimonianza”, accompagnata da “carità vissuta” in un “orizzonte di gratuità”. Solo così, avverte Galantino, “non ci sarà più spazio per l’autoreferenzialità: comoda ma mortale anticamera dell’arroganza e dell’orgoglio e figlia di un avvertito senso di superiorità verso gli altri”. La persona “alla quale ci si rivolge attraverso l’evangelizzazione ha bisogno di incontrare uno sguardo libero” e “capace di osare il ‘nuovo’”, mentre “l’eccessivo peso attribuito talvolta a ruoli e funzioni nella vita della Chiesa” rischia di ritardare l’azione di una “nuova evangelizzazione”, come è deleterio uno “stile eccessivamente mondano”. La novità del Vangelo, ammonisce il segretario Cei, “troverà impedimenti supplementari e stenterà a farsi strada dove la libertà e la gratuità evangeliche vengono sostituite da uno stile più vicino a quello dei ‘faccendieri’ della politica”. Per Galantino, “l’inefficacia – abbondantemente registrata e mai sufficientemente condannata – di questo stile di vita e questo modo di impostare in ambito politico dovrebbe renderci più avvertiti e neutralizzare quanti tentano di importarlo nella vita della Chiesa”.

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