Movimento apostolico ciechi: mons. Galantino, la Chiesa è “sentirsi popolo di Dio in cammino capace di includere tutti”

“Impegno e cura delle relazioni, in questo momento storico particolarmente segnato da spinte individualiste e separatiste, diventano per tutti – in particolare per i credenti, elemento generativo e conferma della nostra identità di popolo di Dio in cammino”. Lo ha detto monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, intervenuto questa mattina alle Giornate nazionali della condivisione promosse fino a domani ad Assisi dal Mac (Movimento apostolico ciechi). Nella sua relazione sul tema “Le associazioni dei fedeli laici, una via per essere ‘Chiesa in uscita’ oggi in Italia”, Galantino si è soffermato sul concetto di “appartenenza” e ha spiegato che Chiesa significa “sentirsi e riscoprirsi più che mai popolo di Dio: popolo in cammino e capace di includere tutti”. Richiamando lo sguardo di “compassione responsabilizzante” di Gesù verso le persone disabili, il segretario Cei ha chiarito: “Per la Chiesa e per quanti si riconoscono in essa, andare, come Gesù e perché mandati da Lui, in cerca delle pecore fuori dall’ovile significa oggi spendersi con gesti e parole che sanano, restituendo la persona smarrita e lontana alla comunità e facendole recuperare un ruolo di protagonista e di testimone del Signore incontrato”.

Parrocchia, associazioni e movimenti “si giustificano unicamente come modalità concrete che, nel rispetto delle specificità di ognuna, vivono la loro missione di testimonianza e di evangelizzazione con una caratterizzazione comunitaria”: Chiesa “in uscita”, chiamata “a incontrare e a farsi incontrare”. “I non vedenti – la constatazione di Galantino – frequentano poco i nostri luoghi”. Di qui la chiamata ad “andare verso di loro” e il richiamo all’iniziativa del settore disabili della diocesi di Cava-Amalfi in sinergia con il Mac per far conoscere la realtà del non vedente a catechisti e operatori pastorali.

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