Rifugiati: Guterres (Onu), difesa delle frontiere “non può basarsi su discriminazioni connesse a religione, appartenenza etnica o nazionalità”

“Gli Stati hanno il diritto, anzi l’obbligo, di gestire in maniera responsabile le proprie frontiere per scongiurare infiltrazioni da parte di membri di organizzazioni terroristiche”, ma “questo non può basarsi su alcuna forma di discriminazione connessa a religione, appartenenza etnica o nazionalità, perché ciò è contro i principi e i valori fondamentali sui quali le nostre società sono fondate e origina preoccupazione e rabbia diffuse che possono agevolare la propaganda delle stesse organizzazioni terroristiche che noi tutti vogliamo combattere”. Lo dichiara Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, al rientro dall’Etiopia, lo Stato che in Africa ospita il più alto numero di rifugiati e che per decenni ha tenuto aperte le proprie frontiere a migliaia di rifugiati dai Paesi limitrofi, spesso e in circostanze drammatiche. Secondo Guterres, “misure adottate ciecamente, che non abbiano una solida base di intelligence, tendono a essere inefficaci perché rischiano di essere superate dai sofisticati movimenti terroristici globali di oggi”. Il segretario generale dell’Onu si dice inoltre “preoccupato” in maniera particolare per “le decisioni che nel mondo stanno minando l’integrità del regime internazionale di protezione dei rifugiati”. I rifugiati che fuggono da conflitti e persecuzioni, spiega Guterres, “trovano in misura crescente confini chiusi e accesso ristretto alla tutela di cui hanno bisogno e che hanno diritto di ricevere, in base alla legislazione internazionale sui rifugiati”.

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